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Amato: la Repubblica Veneta non e' indipendente? Non ancora!

 
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MesajoSpedio: Ven Nov 23, 2007 12:46 pm    Ogeto: Amato: la Repubblica Veneta non e' indipendente? Non ancora! Rispondi citando

Comunicato stampa

Amato: la Repubblica Veneta non è indipendente?
Non ancora, è solo questione di tempo!


L’indipendenza ora è più vicina. Tutti alla manifestazione di sabato alle ore 12 a Cittadella.
_____________________

Padova, lì 23 novembre 2007

In merito alle affermazioni del ministro Amato che ricorda a noi veneti di essere sotto tutela dello stato italiano e che smentisce l’esistenza di una Repubblica Veneta indipendente, il movimento “Veneti” vuole rassicurare il ministro e tutto il governo italiano.

Se quanto detto è vero, corrisponde altrettanto a verità che si tratta solo di una questione di tempo.

Il processo di autodeterminazione del Popolo Veneto è infatti già partito e non da oggi e non sarà sicuramente il ministro dell’interno a fermarlo con boutade di tal fatta.
Tale processo si inserisce in un fenomeno europeo e internazionale che nel solo 2007 ha visto l’accelerazione dei processi di indipendenza in molti Paesi: Scozia, Paesi Baschi, Quebec, Catalogna e Fiandre solo per citare i più clamorosi e recenti.

Il Movimento VENETI conferma la manifestazione annunciata lunedì scorso per Sabato 24 novembre alle ore 12.00 con un presidio pubblico trasversale ai partiti a Cittadella per sostenere le ragioni dei nostri sindaci nella loro azione civica a contrasto della criminalità.
L'avviso di garanzia al sindaco Bitonci rafforza la nostra convinzione della giustezza delle nostre posizioni. L'iniziativa del partito della lega nord volta ad accodarsi all'iniziativa del movimento VENETI va nella direzione giusta.

L'iniziativa meritoria del sindaco Massimo Bitonci volta ad attenuare gli effetti dell'emergenza criminalità con un provvedimento che nega la possibilità di poter essere residente nella comunità di Cittadella a chi commette reati o non è in grado di dimostrare di avere un lavoro ed un alloggio va finalmente nella direzione giusta.

Per questo sabato 24 Novembre, alle ore 12.00 davanti al municipio di Cittadella, si terrà un pacifico e simbolico presidio trasversale ai partiti a sostegno di tutti i sindaci VENETI che in questi ultime settimane stanno attuando iniziative coraggiose volte a coprire le lacune dello stato centrale italiano e a garantire alle comunità venete sicurezza e tranquillità, invitando tutti i cittadini, trasversalmente alle ideologie politiche a partecipare per dare un chiaro segnale a favore del diritto all'autogoverno dei Veneti.

Presidente: Patrik Riondato
Web: www.iveneti.org - E-mail: info@iveneti.org
Telefono: 348.90.65.372 - Fax: 0444.183.03.78
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MesajoSpedio: Ven Nov 23, 2007 2:35 pm    Ogeto: Rispondi citando

go sentio anca mi sta afermasion de Amato al TG1 dele 13.30.
dopo i ga dito del tuti i sindaci leghisti i adotarà el steso provedimento. anca Tosi a VR ancò pomergio farà lo steso.

senpre al TG1 i gà parlà de la manifestasion de domenega e de quela de sabo pomerigio.
de la nostra no. a fa masa paura! Ya winkles
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MesajoSpedio: Ven Nov 23, 2007 5:50 pm    Ogeto: Rispondi citando

La Regione Veneto dichiari Amato persona sgradita in Veneto. Giudici veneti in Veneto!

Le parole oltremodo offensive e fuori luogo del ministro dell’interno dimostrano la nostra condizione di colonia sotto tutela. Ai giudici italiani ora si accompagnano anche i ministri italiani.

Treviso, lì 23 novembre 2007

Il ministro Amato si conferma particolarmente sensibile alla Causa Veneta. Prima facendosi promotore della legge sull’indulto che ha permesso ai mostri di Gorgo al Monticano di operare in tranquillità distruggendo la tranquillità di tutti noi veneti. Ora venendo ad offendere i nostri amministratori che non si rassegnano all’invasione della criminalità foresta extracomunitaria e italiana.

Riteniamo che ciò sia sufficiente perché la Regione Veneto lo dichiari persona sgradita in Veneto.

Osserviamo inoltre con dispiacere che la levata di scudi dei procuratori di gran parte del Veneto contro le ordinanze dei sindaci veneti è accomunata dall’assenza di cognomi veneti: Calogero, Papalia, Fortuna…Forse che noi veneti così bravi in economia, nella scienza, nel volontariato, nell’arte, nella coscienza civica e in mille altre discipline dello scibile umano, nei fatti di giustizia abbiamo qualche pecca originale che ci impedisce di avere giudici naturali veneti, com’è un nostro diritto inalienabile?

Per tale ragione noi diciamo stop al colonialismo italiano! È giunta l’ora di avere finalmente solo Giudici veneti in Veneto!
Il comitato si pone come obiettivo il raggiungimento dell’indipendenza del Veneto con metodi democratici e non violenti, attraverso l’indizione di un referendum di autodeterminazione da parte della Regione Veneto. Riteniamo oramai ineludibile da parte di tutte le forze politiche venete una convergenza nel nome dell’autodeterminazione e dell’indipendenza del Popolo veneto. Indichiamo come obiettivo temporale ultimo per tale convergenza le prossime elezioni regionali del 2010, con la creazione di un blocco veneto indipendentista. Tale formazione sarà anticipata dalla presenza di liste civiche indipendentiste in tutto il Veneto a cominciare già dal 2008 alle elezioni di Treviso.

Il comitato per un PNV si rifà al programma “Le Ragioni dell’indipendenza” pubblicato dal movimento “Veneti” e presentato al Veneto-Day, che ridisegna in chiave veneta i percorsi politici indipendentisti europei e mondiali che hanno visto una enorme accelerazione nel 2007. Anche per il Veneto, il comitato per un PNV prevede l’ottenimento dell’indipendenza politica in un lasso di tempo ragionevole di 3-5 anni. Tale soluzione politica è l’unica percorribile per noi veneti, prima di essere risucchiati dalla sindrome argentina e della bancarotta finanziaria italiana.

Per informazioni
Portavoce: Gianluca Busato
Web: www.pnveneto.org - E-mail: info@pnveneto.org
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MesajoSpedio: Sab Nov 24, 2007 5:28 pm    Ogeto: Rispondi citando

Eco el link al video del TGR Veneto del 24 de novenbre ore 14, su£a manifestasion de stamatina a Sitade£a in solidarietà a Bitonci:

http://www.iveneti.org/video/tgr-24-11-07-14.00/tgr_veneto_24112007.html

Grasie a tuti par la partesipasion e l'apogio
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MesajoSpedio: Dom Nov 25, 2007 12:49 pm    Ogeto: Rispondi citando

Solo immigrati a quattro stelle «Grazie sindaco»

http://www.pnveneto.org/index.php/2007/11/25/solo-immigrati-a-quattro-stelle-%c2%abgrazie-sindaco%c2%bb/

Ma di certo l’iscrizione nel registro degli indagati da parte del procuratore di Padova Pietro Calogero ne ha fatto un eroe del popolo veneto, in senso molto esteso e serenissimo. Subito lo hanno imitato i primi cittadini di Montegrotto, Fontanive e Tombolo nel Padovano, di Rossano e di Rosà nel Vicentino, di Riese Pio X e altri nel Trevigiano, più una serie di amministrazioni veronesi e della provincia di Bergamo. Almeno altri dieci sindaci si sono autoconvocati per oggi in piazza Luigi Pierobon dove firmeranno pubblicamente il provvedimento. Non potranno mica processarli tutti, con il consenso unanime di cui godono. Se no, può accadere come per quel loro collega di San Pietro di Cadore e altri 146, che hanno abbandonato la fascia tricolore e si ripromettono di riconsegnarla al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ai primi di dicembre. Preferirebbero essere annessi all’Austria. O anche stare da soli, piuttosto di sentirsi “una colonia dell’Italia”, come afferma Gianluca Busato, organizzatore del Comitato per un partito nazionale veneto, in piazza dalla mattina con qualche decina di indipendentisti per un presidio di sostegno all’iniziativa di Bitonci. Ci sono gli amici dello scomparso leader dei Serenissimi Bepin Segato e dopo essersi ricomprati il “tanko” ora vorrebbero riscattare la “bandiera di guerra” che sventolò sul campanile di San Marco, insieme a chi prepara i festeggiamenti del Capodanno veneto, che cade il primo marzo. Qui, in settembre, 30mila persone si erano radunate per la Festa dei Veneti. Però quel fermento apparentemente isolazionista sembra l’unico in grado di portarsi dietro i partiti padani e anche quelli “taliani”, dalla Lega Nord ad An fino all’Udc, rimettendo insieme localmente i cocci della Cdl che è andata in frantumi a livello nazionale. Si fa strada l’idea di eleggere i propri giudici e prefetti, oltre alla richiesta di una polizia nazionale veneta, “sul modello di quanto succede in tutti gli stati federali, come ad esempio la Germania, gli Stati Uniti e la Spagna”, spiega il volantino del Movimento Veneti. Ci sono tutte le premesse per un processo legale, dopo che la legge regionale 340 del 1971, recepita nell’ordinamento della Repubblica italiana, ha stabilito che “l’autogoverno del popolo veneto si attua in forme rispondenti alle caratteristiche e tradizioni della sua storia”. Tutt’altra storia rispetto a quella di chi si riunisce per protestare nel pomeriggio con una decina di bandiere di Rifondazione Comunista. Sono al 90 per cento immigrati africani, con qualche arabo che però lascia il proprio mini-harem di donne velate a debita distanza, spostate di cinquanta metri sotto un portico. Guai a mischiarsi con gli infedeli. Eppure, più in là, gli immigrati arabi in tuta da lavoro bevono uno spritz bestemmiando al bar come i loro vicini di tavolo. Sono quelli che si sono integrati. IL CASO L’ORDINANZA Il 16 novembre scorso, il sindaco leghista di Cittadella (Pd), Massimo Bitonci, emette un’ordinan za per imporre alcuni criteri per la concessione della residenza. Il decreto “anti-immigrati” neghe rebbe la residenza a chi non ha una casa decente e ha la fedina penale sporca. I REQUISITI L’ordinanza prevede per gli stranieri che vogliono la residenza nel comune: un lavoro con stipendio minimo di 5mila euro e una dimora decorosa e presentazione dell’ultima busta paga, del contratto di lavoro. Per gli imprenditori basta presentare la partita iva. L’INDAGINE Il sindaco è stato indagato per “usurpazione di funzione pubblica” dal procuratore di Padova, Pietro Calogero. Numerose le voci in sostengo di Bitonci: da Fini ai sindaci dei comuni limitrofi, passando per i colleghi di Fi, An e Udc. DIVIETO DI ELEMOSINA Nella foto un giovane cittadino extracomunitario chiede l’elemosina in strada. Scena a cui non vorrebbe mai assistere il sindaco di Cittadella, Massimo Bitonci. Che ha emesso un’ordinanza in cui afferma che gli stranieri che vogliono la cittadinanza devono rispettare alcuni parametri, come avere un reddito di 5mila euro, un’abitazione decorosa e la fedina penale pulita. In seguito a questa decisione il sindaco è stato indagato dalla Procura di Padova per “usurpazione di funzione pubblica”. Tutto il paese, però, sta dalla sua parte.

Andrea Morigi
Libero 25/11/07
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