16. I fatti
Questa sezione riporta le risposte alle domande più frequenti sul cosa comporterà l’indipendenza per la nazione veneta e il suo popolo.
- Perché l’Indipendenza?
Perché la Venetia deve diventare indipendente.
- Perché “I Veneti” vogliono che la Venetia sia indipendente?
- Cos’è la Venetia indipendente e cos’è la l’indipendenza in Europa?
- Noi abbiamo già un consiglio regionale in Veneto – perché abbiamo bisogno dell’indipendenza?
L’attuale consiglio regionale ha pochissimi poteri, quasi insignificanti ai fini delle decisioni importanti sul nostro futuro. Anche eventuali forme di devoluzione di poteri o di autonomia, per quanto siano auspicabili rispetto alla situazione attuale, sono chiaramente cosa ben diversa dall’indipendenza.
Il consiglio regionale ha aumentato il proprio grado di democrazia e responsabilità, ma fino al raggiungimento dell’indipendenza sarà rigidamente limitato nei propri poteri.
Roma, ad esempio, mantiene il controllo su aspetti fondamentali.
- la quasi totalità del sistema fiscale è determinato dal parlamento romano, che decide cosa tu devi pagare come tasse sul reddito e Iva e che incamera anche le tasse sulle imprese, incluse le rendite turistiche. Anche attraverso la massima concessione governativa, ben al di là dal venire, si parla di un misero 7% di tasse gestite in Veneto. L’indipendenza permetterà alla Venetia di introdurre un sistema di tassazione onesta e darà al parlamento veneto i poteri finanziari per permettere la crescita dell’economia veneta.
- Anche per quanto riguarda le risorse lasciate alla gestione degli enti locali veneti, non è la Venetia ma Roma a decidere il budget complessivo da spendere nelle materie di competenza locale.
- Gli enti locali non hanno alcun potere di tipo previdenziale o per introdurre pensioni sociali .
- Il governo della Venetia non ha voce nel mondo e non è presente nei tavoli decisionali europei.
- Il consiglio regionale non ha alcuna voce in capitolo su temi che riguardano la difesa, come ad esempio le decisioni se mandare o meno soldati veneti nei fronti di guerra, il futuro sulle truppe venete, o anche il solo semplice fatto che il nostro territorio viene utilizzato come base per armi nucleari.
- Il sistema radiotelevisivo veneto è interamente gestito da Roma, non da Venezia.
Il consiglio regionale veneto è limitato dalla costituzione italiana che rigidamente si arroga competenze sottraendole alla potestà veneta.
È Roma che raccoglie i soldi dei veneti e decide cosa e quanto poco spendere direttamente o restituire agli enti locali veneti per servizi in Venetia.
Il consiglio regionale veneto ha meno poteri di qualsiasi altro organo legislativo europeo, devoluto o indipendente per decidere come raccogliere le proprie entrate. Il Veneto (e per estensione la Venetia) ha meno controllo sui suoi affari delle Fiandre, dei Paesi Baschi, della Catalogna, della Baviera, o di Malta!
Gli enti locali veneti praticamente hanno le mani legate, perché ogni decisione sul metodo di raccolta delle risorse finanziarie è preso a Roma.
Dobbiamo trasformare il consiglio regionale veneto, il consiglio regionale friulano e i consigli provinciali bergamasco, trentino, bresciano, cremonese e mantovano (e delle comunità limitrofe che si riconosceranno nella Venetia) in un autentico, indipendente parlamento della Venetia, con tutti i poteri che dall’indipendenza derivano.
Solo con maggiori poteri al parlamento della Venetia e in ultima analisi con l’indipendenza, il legislatore veneto potrà fare il bene del popolo veneto che lo ha eletto a rappresentarlo.
- Perché ci serve un parlamento veneto con maggiori poteri?
- Sono solo “I Veneti” a volere un parlamento veneto con maggiori poteri?
- Cosa c’è di sbagliato nel modo in cui ora siamo governati?
- Come migliorebbe le cose l’indipendenza?
- Chi vuole l’indipendenza della Venetia?
- Perché chi si oppone all’indipendenza la definisce “secessione”?
- La Venetia indipendente sarà governata da “I Veneti”?
- Se l’indipendenza è una cosa tanto grande, perché ancora non è avvenuta?
VENETIA: LE RAGIONI DELL’INDIPENDENZA
A cura del movimento politico “Veneti”
Introduzione di Gianluca Busato
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